L’Ora bUca, I edizione

logo giornalino

Giornalino scolastico Liceo B. Cairoli

– Vigevano –

Indice:logorifatto4.png

  • Tracce di Memoria
  • Gli Open Day
  • La Notte Nazionale del Liceo Classico
  • Musica

Ringraziamenti

Simone Cavalleri, Marta Manazza, Alberto Negri, Bianca Maria Pazzi, Alessia Scaparra.

Un ringraziamento particolare alla professoressa Tacchini e a tutti voi lettori.

La Direzione

Tracce di Memoria

Venerdì 27 e sabato 28 Gennaio una delegazione del nostro Liceo si è recata nei campi di concentramento di Hersbruck e Flossemburg per visitare i luoghi di prigionia di Teresio Olivelli, ex studente del Liceo Classico. 

Arrivati a Hersbruck trovammo ad attenderci la nostra guida, Peter, che ci accompagnò nella chiesa dove cominciammo le celebrazioni in memoria dei deportati e nella quale si trova una lapide in memoria di Olivelli. Il campo venne demolito all’inizio degli anni ’50 per poter creare nuove costruzioni, dunque non resta più traccia del posto dove sono stati torturati 10 000 prigionieri. Restano ancora, tuttavia, dei ricordi del nazionalsocialismo, come ad esempio un dipinto raffigurante la Crocifissione in cui San Giovanni ha le fattezze di un ariano.

Iniziammo la commemorazione: i tedeschi intonarono un canto composto da un ragazzo prigioniero nelle carceri di Berlino mentre noi italiani recitammo la preghiera del Ribelle scritta da Teresio Olivelli. Dopo un Padre Nostro ognuno nella propria lingua ci spostammo in un’altra chiesa con il prete cattolico dove ci attendevano dei sacerdoti ortodossi e dei pastori luterani, che ci guardavano allo stesso tempo incuriositi e lieti della nostra presenza, e la comunità di Hersbruck. Erano presenti inoltre il sindaco, il presidente della regione e alcuni discendenti dei Sinti deportati.

Vennero letti i nomi di alcune vittime del nazismo, vennero suonati canti tipici dell’etnia Sinti, vennero raccontate storie di deportati e recitate preghiere: tutti uniti, nonostante la diversa fede religiosa, la diversa lingua, la diversa provenienza per ricordare gli orrori compiuti pochi decenni fa a qualche metro da noi e per sperare che nessuno osi più riprovarci.

Successivamente prendemmo parte a una fiaccolata e vicino alla statua “Ohne Namen” costruita dal sopravvissuto italiano Vittore Bocchetta terminammo con un ultimo discorso la commemorazione.

Il giorno successivo ci recammo al campo di Flossemburg, del quale Hersbruck era un sottocampo. Le case colorate, la neve che brillava al sole, il candido silenzio in cui era avvolta la cittadina creavano un’atmosfera di serenità surreale. La guida ci portò all’interno dell’edificio dove lavavano i prigionieri prima di metterli ancora bagnati all’esterno. I pavimenti e le pareti erano originali, su quelle piastrelle davanti a noi avevano camminato alcune delle persone più crudeli della storia dell’umanità. Dopo andammo alla mostra dove sono conservate lettere di Himmler, pigiami di prigionieri, la scodella e il cucchiaio per la zuppa… ma ciò che colpiva di più erano i volti. I sorrisi dei prigionieri prima che venissero catturati stringevano il cuore quasi quanto gli sguardi dei superstiti appena liberati, sguardi di terrore per il genere umano, di supplica alla loro unica speranza, di sofferenza estrema; sguardi dell’anima distrutta di chi ha subito le malvagità più indescrivibili.

C’erano anche le immagini di alcuni partigiani come Dietrich Bonhoeffer, ucciso a Flossemburg il 9 aprile 1944 e accusato di aver partecipato all’attentato contro Hitler del 20 luglio e le foto di alcune donne della resistenza francese.

Ad un certo punto mi ritrovai di fronte a un uomo giovane, lessi la biografia e la reazione istintiva fu quella di chiedere “Perché?” Era un uomo normale (infatti solo il 5% dei nazisti erano persone sadiche), come quelli delle immagini accanto. Come avevano potuto essere responsabili della fine di centinaia, se non migliaia di altre vite? Dove avevano trovato la forza di premere il grilletto, o di ordinare esecuzioni di massa. Come erano riusciti a non crollare di fronte alle loro vittime, dov’era finita la loro umanità?

Sono domande che non avranno mai risposta, non potremo mai capire né cosa abbia spinto persone normali a diventare pluriomicide, né, soprattutto, cosa abbiano dovuto subire degli innocenti, colpevoli di essere nati nel posto sbagliato al momento sbagliato o di non aver voluto abbandonare i loro ideali di giustizia e umanità.

Anche vedendo una parte di quello che era stato quel luogo, si faticava a credere che fosse tutto accaduto realmente, che non fossero solo storie dell’orrore. Purtroppo dobbiamo prendere atto di quello che è successo e impegnarci insieme, uniti come un popolo unico affinché non possano più accadere.

Marta Manazza, IV B sc

Gli Open Day

Nel mese di Dicembre il Liceo Cairoli, negli indirizzi Classico, Scientifico e Scienze Umane, ha aperto le proprie porte ai ragazzi delle Scuole Medie Inferiori con gli Open Night. Importante è stata l’affluenza sia degli studenti sia delle loro famiglie; si è offerta così l’opportunità di conoscere la Preside, gli insegnanti ed alcuni alunni nella presentazione delle attività e dei progetti che caratterizzano la nostra scuola.  L’evento, che si svolge già da anni, è diventato motivo di incontro tra gli studenti che già frequentano l’Istituto e i futuri alunni, infatti  un gruppo di liceali li ha  accolti presentando  poi le esperienze di studio e di svago vissute durante gli anni scolastici, trasmettendo  le  passioni e le  esperienze maturate durante i cinque anni trascorsi.    Gli argomenti sono stati vari, dalle Olimpiadi della matematica, sia singole sia a gruppi, alla settimana di alternanza scuola- lavoro, al concorso di latino Certamen Patristicum, sino alla esperienza degli stage a Broadstairs e della possibilità di un anno scolastico  di scambio culturale.

A ciò si sono affiancate le proposte del canto, della musica e dell’arte.

La serata è stata allietata da esibizioni teatrali, di musica e danza.

E’ stato questo un momento di incontro e di conoscenza, finalizzato a permettere  ai ragazzi che devono scegliere la nuova scuola di avere un assaggio di ciò che avviene all’interno del  Liceo, delle attività che si svolgono, sia attraverso la parola dei docenti che degli alunni stessi.

I futuri Liceali hanno così avuto la possibilità di confrontare i propri sogni e le proprie attitudini con l’offerta formativa.

Durante tutta la serata si è respirata la piacevole aria di una grande famiglia pronta ad accogliere e crescere le nuove generazioni.

Bianca Maria Pazzi, V C sc

La Notte Nazionale del Liceo Classico

La sera del 13 Gennaio si è svolta la prima edizione della notte bianca del Liceo Classico per il nostro Istituto e la terza a livello nazionale.

L’evento ha avuto inizio alle 18 con la lettura di alcuni versi dell’Antigone di Sofocle, per continuare poi con un’interessante tavola rotonda, guidata dell’ex preside Branca, in cui hanno partecipato alcuni ex alunni che hanno fatto carriera nel loro campo lavorativo.

Il clou della serata è stato gestito dagli alunni che hanno portato nelle classi diverse attività. Una parte dei componenti della 5° A e della 5° B si sono impegnati nella lettura e nel commento di versi di Leopardi e di alcuni classici, i restanti invece hanno analizzato le considerazioni sul mondo classico di brillanti studiosi come Massimo Cacciari e Luciano Canfora, la 4° A e la 4° B hanno messo in scena la Casina di Plauto e la Clizia di Machiavelli, fondendo il teatro dell’antica Roma a quello medioevale, mentre la 3° A e la 3°B hanno illustrato l’evoluzione della figura umana nel mondo Classico, gli alunni del biennio invece hanno intrattenuto i più piccoli raccontando loro favole e facendoli giocare.

La serata nel complesso ha visto una buona partecipazione del pubblico, che ha sostenuto con calorosi applausi e con entusiasmo le attività proposte dagli allievi e questo è sicuramente ottimo per l’immagine del nostro Liceo.

Simone Cavalleri, IV A cl

Musica

Con la musica riesci a comunicare con tutti nello stesso momento. La musica potrebbe salvare il mondo perché è un linguaggio che capiscono tutti.

La musica è una componente fondamentale nella nostra vita , essa più di ogni altra cosa tocca nel profondo le nostre emozioni prima con i suoni che con le parole e offre una miriade di stimoli dei quali, sovente, neanche ci accorgiamo.

Oggi, nel 2017, ci è data la possiilità di approcciarci alla musica in miliardi di modi e anche in questo campo la tecnologia è entrata a gamba tesa senza risparmiare nessuno e rendendo il tutto più accessibile e più comodo.

La nuova generazione infatti ha un approccio più veloce alla musica di quella di una trentina di anni fa , oggi tiriamo fuori i nostri smartphone, prendiamo le cuffie, attacchiamo il jack, scegliamo la canzone e , in qualsiasi luogo noi ci troviamo, la melodia inizia.

I nostri genitori invece, avevano la radio e il giradischi e questi oggetti legavano la musica ad ambienti specifici (come la casa, il bar…) e ad una condivisione con le persone circostanti. La maggior “novità” è dunque l’isolamento che caratterizza la nostra esperienza musicale, resa sempre più individuale anche a causa della tecnologia.

Come recuperare dunque la condivisione del valore musicale facendoci uscire dal nostro stretto e chiuso individualismo e creando rapporti interpersonali? È semplice, con i concerti. A tal proposito volevamo offrirvi una riflessione, sperando che dopo questo articolo possiate prendere l’iniziativa,andare ad un concerto e sentire il calore di altre persone ricordandovi che attorno a voi esistono molte altre persone.

Quando vai a un concerto entri in uno spazio grande, molto grande. Appena arrivi ti sembra che  non ci sia quasi nessuno e forse sono già le 18:30 e ti inizi a chiedere quando gli altri arriveranno, se si riempirà, se farà caldo o freddo, se andrà bene. 

Si fanno tante differenze al mondo, su qualsiasi cosa e ti senti criticato in qualunque momento della tua vita, anche se molte volte le persone non ti considerano neanche. Ma se c’è una differenza da evitare, che bisogna eliminare o che forse già non esiste è quella sul concerto. 

Cos’è un concerto? Che sia rock, che sia pop, rap o blues i concerti sono tutti i uguali. 

I concerti uniscono le persone che nella vita reale, al di fuori di quel piccolo mondo che si crea in due o tre ore, sono già abbastanza divise. 

Un concerto è la perfetta sincronizzazione del battito di mani di migliaia di persone, delle grida che escono dalla loro bocca, è l’accendersi di accendini e torce del telefono fino a creare come un cielo stellato il cui nucleo siamo proprio noi.

Un concerto è il pompare della batteria che si sostituisce a quello del tuo cuore, è il lasciare che la musica, qualunque essa sia, ti vibri nelle vene. 

E alla fine lo stadio si è riempito e ora state cantando tutti insieme e ciò che vi fa eccitare e scatenare è la voce degli altri, la loro energia, la loro potenza. 

E ora non siete più soli in quel grande stadio ma siete circondati da una grande famiglia, composta da completi sconosciuti a cui non importa se siete ricchi o poveri, neri, bianchi o asiatici, siete solo voi e questo a loro importa. 

Alla fine a un concerto partecipano due persone: quella formata da quella massa di corpi che si dimena a ritmo di musica e quella formata da quegli speciali individui sul palco che danno il cento per cento solo per voi, che vi dedicano il loro lato migliore, che vi rassicurano con i loro sorrisi e che vi fanno sentire speciali e liberi. 

E alla fine non siete più soli in quello stadio ma siete una famiglia e cantate e ballate tutti  insieme. 

E quando finirà non sarete più Soli.”

Alberto Negri, V A sc,

Alessia Scaparra, V C sc

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...